sabato 11 luglio 2009

semester project... "la coltura di batteri"

premesso che riguardando le foto fatte al semester project sono giunto alla conclusione che potrei fare un post su OGNI progetto; per evitare di rendere questo blog una noiosa sequela di immondizia a basso costo, pardon, descrizione di progetti di design, mi limito ad alcuni significativi progetti. Oggi tocca alla "coltura di batteri" ovvero una incubatrice per batteri e virus spacciata come "stampante" per fette di pane e marmellata (foto) di Christoph Peer. Il progetto è semplice, si infila la fetta di pan carrè dentro all'apposita fessura, e la macchina restituisce una fetta di pan carrè imburrata e "marmellatizzata" a dovere.
PRO:
- pare (e dico pare perchè non ho avuto il piacere di vederla in funzione) che la fetta esca davvero con sopra burro e marmellata
- fa risparmiare il tempo di prepararsi la colazione
CONTRO:
- la "stampante" si sporca di burro e marmellata come un neonato con le pappette. Il tempo che si risparmia a non farsi la colazione lo si perde a pulire quell'incubatrice di batteri che se lasciata sporca diventa davvero il vaso di Pandora diventando igienica come i calzini dopo essere andati a correre a mezzogiorno.
La pulizia non deve nemmeno essere facile, perchè la meccanica che ne consente il funzionamento è in molti punti saldata all'involucro esterno rendendo, se non impossibile, quantomeno difficoltosa la pulizia.
Ma una cosa è più assurda del progetto, la sua brochure. Andiamo a leggerla insieme tenendoci per mano

scuotati? SCUOTATI? SCUOTATI????? Allora, io capisco che stiamo parlando dell'Università di Bolzano, capisco che stiamo parlando della facoltà di design... ma questo è troppo! Da un universitario dell'unibz non mi aspetto una grande preparazione culturale, ma che parli un italiano corretto sì. La LUB si vanta tanto di essere una università trilingue, ma non sarebbe meglio parlarne una bene invece che tre male? Visto il nome (Christoph Peer) è ovvio che il designer in questione non sia nato a Catanzaro, però su 3 professori che hanno supervisionato il progetto (Claudio Vittorio Larcher, Holger Jahns e Claudio de Luca) due sono italiani, nessuno si è accorto di questa madornale castroneria linguistica? Cari Larcher, Jahns e de Luca, su quella brochure ci sono pure i vostri nomi, dargli un'occhiata prima di mandarla in stampa no eh? Ora, è già molto grave che uno studente universitario frequentante una facoltà italiana non sappia coniugare il verbo "scuotere", ma non voglio pensare che non lo sappiano fare nemmeno i professori. Quindi la spiegazione più ovvia è che le brochure non vengano nemmeno lette dai professori, anche se ci sono i loro nomi sopra. Evidentemente fare la figura di quelli che firmano progetti senza nemmeno dargli troppa attenzione non vi disturba più di tanto, quindi, perchè vi arrabbiate tanto quando prendo in giro voi ed i vostri studenti su questo blog? A dire il vero ormai io faccio sempre meno, siete bravissimi a fare tutto da soli...
Potrei continuare con la presa in giro sulla brochure (per esempio chiedendomi come si fa a svegliarsi "storpiati". Christoph, dormi nella gabbia dei leoni o i tuoi coinquilini sono dei cultori del sadomaso che ti bastonano durante la notte?), ma "scuotati" basta e avanza.

P.S.: fatevi un favore, aiutatevi!
P.S.2: visto il livello intellettivo dei lettori mi sa che è meglio precisare che il P.S. di sopra era un chiaro invito a cliccare sul link
P.S.3: appena metto da parte i soldi me la compro
Wii: Per la ragazza che mi ha fatto i complimenti al museo per un post: scusa se posso essere sembrato maleducato, è che mi hai preso alla sprovvista non sapevo che dire...

giovedì 2 luglio 2009

ultim'ora!!!

che questo blog sia famosissimo lo si sapeva, ma che venisse letto anche dal Ministro della difesa USA è stata una novità. Infatti, il post sulle armi improprie ideate del Comandante Samantha "Hell's Girl" Petti, ipotizzava una possibile collaborazione tra designer dell'unibz e Beretta per la fornitura di armi fashion. La mia era solo un'ipotesi, ma ci ho preso in pieno, infatti questa mattina il Governo degli Stati Uniti ha deciso di ufficializzare tale collaborazione, divulgando alcune immagini dei test dei nuovi armamenti, una è questa


Le forze armate USA hanno richiesto una fornitura di 432 M16 e 234 M14 più altri miragliatori pesanti di colore rosa shocking. Questo non è il solo progetto di design scelto dal Governo USA, infatti l'Università di Bolzano si è aggiudicata anche l'appalto per la riparazione delle divise dei soldati (questo non è ancora stato ufficializzato, ma le mascherine di alcuni soldati presentano le "toppe" ideate da un designer (ahimè, ignoto) e presentate allo scorso diplorama, come testimonia la foto in basso). Inoltre, la Sikorsky Aircraft Corporation, la società che costruisce gli elicotteri Black Hawk, in un comunicato stampa ufficiale ha reso noto che le grafiche dell'unibz, presentate in una gara d'appalto segreta, sono state scelte in luogo delle ormai fuorimoda mute mimetiche.
Nel comuicato stampa che ufficializza il tutto, si legge che "... la guerra è un modo come un altro di fare spazio e, visto che è un lavoro sporco ma qualcuno lo deve fare, perchè non farlo in modo artistico? Le grafiche dei nuovi armamenti tolgono quel velo di malinconia e tristezza che la guerra, inspiegabilmente, si porta dietro da qualche anno. Come piangere un morto ammazzatto da un proiettile con incisa l'immagine di Pukka o Hello Kitty?". Questo spiega e giustifica pienamente il progetto del Comandante Samantha Petti, dato che a questo punto è chiaro che la violenza, quando è graficamente accattivante, non solo diventa comprensibile, ma anche auspicabile, divulgabile e fruibile all'interno delle unversità.

Le informazioni riportate nel post potrebbero non essere vere.

mercoledì 1 luglio 2009

armi all'Unibz

in questi anni di mia permanenza abusiva all'unibz ho visto centinaia di progetti di design. La gran parte erano inutili, molti brutti, alcuni stupidi o copiati, ma mai nessuno illegale. Ma a introdurre questo nuovo elemento nel novero degli aggettivi attribuibili ai progetti di design ci ha pensato il Comandante Samantha Petti, sostenuta dal Generale Frank Spangling. Infatti Samantha, ha ideato un prodotto che riesce a riunire in sé ben due oggetti di porto illecito in Italia, spacciandoli come strumenti di difesa. Sto parlando della "collana aggressiva" simpatico oggetto di plastica rigida che a guardarlo bene sembra solo un brutto ciondolo, in realtà al suo interno contiene una bomboletta di spray al peperoncino. In caso di necessità, nel caso questo si dovesse rilevare insufficiente, la collana può essere impugnata trasformandosi in un tirapugni (o noccoliera, per chi non fosse nato nei bassi fondi di via Palermo). Ora, tralasciando il fatto che lo spray al peperoncino è lecito solo se la quantità nel contenitore è "modesta" (che vuol dire "modesta"?), il tirapugni è ritenuto dalla legislazione italiana arma impropria (legge 110/75, art4 I comma). A questo punto posso capire che il prodotto non verrà mai messo in commercio, ma già la sua ideazione è deprecabile, e lo è ancora di più se si pensa che un docente responsabile del progetto ne abbia dato il consenso.
Il fatto che l'arma-prodotto (perché di arma si sta parlando) sia di design e non somigli a quelle usate dagli Hooligans ma sia un pò più gradevole da vedere non lo rende lecita o meno offensiva. Cara Samantha, attaccare un adesivo di Hello Kitty ad una pistola non fa cadere le leggi che regolano la materia perché adesso "è di design".
Molto interessante anche il materiale informativo che accompagna il prodotto, in cui si vede una ragazza che prima spruzza in faccia il peperoncino ad un ragazzo e poi gli tira un sonoro pugno in faccia. Tutto questo esposto in una università, luogo deputato alla cultura, non all'incitamento alla violenza. Forse non a Bolzano.
Ora che le elezioni in Iran sono state annullate e che il popolo sta insorgendo, gli Stati Uniti stanno pensando ad un intervento armato. Dato che alcuni degli armamenti statunitensi sono forniti da Beretta (salami esclusi) auspico in una collaborazione Beretta-Unibz. Non vedo l'ora di vedere i sodati americani scendere dai loro Black Hawk con armi fashion e di design. Ammazzano lo stesso, ma almeno in modo artistico.

lunedì 29 giugno 2009

buone idee all'opera

questa è una schermata del sito freeunibz. Penso che l'immagine parli da sè.
Per maggiori informazioni e per leggere i commenti, cliccate qui.

Le buone idee vengono sempre realizzate...

giovedì 25 giugno 2009

questione di coerenza

o di pentimento, non ho ancora ben capito. Fatto sta che ritorna sulle agagre e pleonastiche pagine di haivistogira una vecchia conoscenza, nota ai più assidui frequantatori di questo blog per la "Crack Lamp" e le polemiche che ne sono seguite, Giusy Gesualdo. L'intraprendente designer, dopo averci stupito con la lampada a cui andava rotto il vetro, questa volta si presenta pentita per i cocci prodotti e tenta di redimersi salvando i bicchieri di Piazza Erbe. Ma andiamo a leggere la descrizione del suo prodotto, in nero, mentre in verde i miei pensieri da protoacquirente:

il mio progetto vuole risolvere un problema che è presente in Piazza Erbe durante i fine settimana (il fatto che ragazzini di 15-16 anni bevano come spugne? Gli atti vandalici?), sarebbe quello dei bicchieri rotti o lasciati per terra la sera (wow, roba seria insomma, la società te ne sarà grata). Piazza Erbe è un punto di ritrovo per moltissimi giovani che trascorrono la loro serata seduti sugli stands chiusi della frutta bevendo qualche drink. I ragazzi solitamente dopo aver bevuto, depositano i loro bicchieri sugli stands o per terra. Questo gesto porta ad avere bicchieri rotti e bicchieri spersi in tutta la Piazza (il soggetto della frase è "bicchieri"? No perché non è chiaro). Così ho progettato un simpatico "raccoglitore di bicchieri vuoti". Il "raccoglitore" (attenzione amici sportivi, "Bicchieri" precede per due lunghezze ma "Raccoglitore" lo incalza, quale sarà la parola più ripetuta di queste dieci righe?) sono una decine di cassette di mele (il raccoglitore sono una decine? Che in italiano vuol dire...), colorate di bianco, messe una sopra l'altra con una segnaletica precisa: ossia a lato e dentro la cassetta ho fatto un pictogramma verde ed un omino che deposita un bicchiere ("Bicchiere" tenta di allungare) in queste cassette. Queste cassette sono delle cassette (attenzione, "Cassette" con uno sprazzo di energia che nessuno si aspettava ha raggiunto "Bicchieri"!) che si possono trovare in piazza erbe e in secondo luogo sono molto pratiche perchè appena una si è riempita si può tranquillamente usarla come un vassoio (essendo una cassetta non sarebbe più facile usarla come una...cassetta?) e portarla via, visto che sotto c'è ne è una vuota pronta per essere riempita. Infine per completare il mio progetto ho fatto delle magliette che dovranno essere indossate dai baristi di Piazza Erbe (che verranno ghettizzati: tutti artisticamente uguali. Gli vogliamo disegnare una lacrima sul viso pure?). Queste magliette hanno due simpatici pictogrammi. Il primo stampato davanti (lo stesso delle cassette di mele) mentre sul retro della maglia si vede un omino che porta via la cassa di mele ed i bicchieri (E "Bicchieri" va vincere!!!) vuoti.

Oltre a complimentarmi con "Bicchieri" per la vittoria, vorrei anche sottolineare la stupenda fattura del progetto di Giusi. Notate come prendere una cassetta di mele e pitturarla di bianco aggiungendoci due loghi possa permettere di passare un esame alla facoltà di design di Bolzano. Soprattutto è bello notare come per fare queste poche e semplici operazioni siano necessari 6 mesi di tempo.
Ma a questo punto un'altra domanda sorge spontanea: se prendere 3 lastre di vetro, incollarle insieme e infilarle su un cubo di legno in cui è inserita una lampadina è valso un misero 18, per questa cosa il voto qual'è stato? Secondo la logica dell'Unibz sto giro un 30 te lo sei portato a casa, eh Giusi!?

martedì 23 giugno 2009

in diretta dai semester project: Il rubafacile 2.0

fin dalla notte dei tempi l'uomo ha inventato oggetti per semplificare la vita. Nel tempo questi prodotti si sono evoluti e migliorati, basti pensare all'automobile, siamo passati dalla Ford modello T alla Punto. Ok, a volte non sono migliorati un granchè. Proprio nel contesto "non bisogna migliorare un granchè", si pone il progetto "per un pugno di dollare" (si, dollarE, c'è scritto così) di Paolo Perini, esposto oggi al semester project. La descrizione del progetto, scritta su un cono di carta ed appesa ad un filo (che abbia voluto rappresentare la precarietà del suo futuro lavorativo?) è la seguente:

come nascondere i nostri soldi dalle mani di ladri e banche al collasso? Forse la soluzione si trova tornando quel mondo contadino in cui religione e soldi erano due valori da custodire avidamente. Questa serie di salvadanai si ispira a quel mondo e vuole essere una risposta alla generale confusione finanziaria attuale.

In pratica il peggior nemico di Diabolik cosa ha inventato? Dei salvadanai mascherati da altre cose che permettono di occultare il denaro. Ma che bella idea, peccato il web ne sia strapieno di cose del genere, alcuni esempi qui, qua e quo. Ma andiamo a vedere nel dettaglio questi oggetti.

il rubafacile pianta: una comune pianticella, dotata di un tubo per infilare monete e banconote, può diventare una cassaforte segreta. Può, appunto, ecco perché l'ingresso del salvadanaio è di un colore altamente mimetico e non appariscente come il rosso. I ladri, entrando in casa, certo non noteranno una fessura rossa fuoriuscire da dal terreno, a meno che non siano ladri con il pollice verde.

il rubafacile mattone: questo è geniale. Chi di noi non ha in casa un mattone! C'è chi lo usa come fermacarte, chi come cuscino, chi come amico fidato nei litigi tra automobilisti. Essendo un oggetto comunissimo nelle case di chiunque riesce a mimetizzarsi senza problemi. In questo caso casca a pennello la fessura per le monete di colore rosso. Il mattone è anche dotato di una simpatica polverina che serve a... sembra... vabè, c'è e ve la tenete.

il rubafacile quadro: il migliore in assoluto. Supponiamo che un ladro riesca ad introdursi furtivamente nella vostra dimora, giunge in soggiorno e tra i quadri che avete vede questo. Ovviamente la cosa passa inosservata, nessuno si farebbe domande vedendo un quadro del sacro cuore di Gesù con tagli a forma di quadrato qua e là. Poi volete mettere la soddisfazione di infilare le banconote in bocca al figlio di Dio? Charles Manson ne ha ordinati 3.

lunedì 22 giugno 2009

chiavi di ricerca

oltre ad interpellarmi sulle grandi domande della vita come "chi sono, dove sono, cosa faccio" (tra l'altro tutte domande che trovano risposta nella mia carta d'identità) mi chiedo: cosa digitano le persone su google per arrivare qui? La domanda è semplice, ma la risposta è inquietante, andiamo a vedere gli screenshot del resoconto di Shinystat (il servizio che mi permette di avere queste informazioni).


Ora, oltre a Francesco Siddi che passa le sue serata a cercare "gambe per sedie" (che si sia reso conto dell'errore?) ci sono cose che non capisco, per esempio perché scrivendo "porno avvocatesse" si arriva su haivistogira. Poi non mi è chiaro come mai alcuni cerchino cose tipo "Irene ragazza tette", manca la negazione! Con "Irene ragazza senza tette" si arriva da qualche parte, ma così no. Un'altra cosa che non capisco è come mai c'è gente che cerca modi per fare schiaccianoci in legno e altri modi per rompere le noci.
Allora chiariamo questa cosa una volta per tutte: c'è un solo attrezzo fatto apposta per schiacciare le noci, si chiama "schiaccianoci"! Lo hanno inventato centinaia di anni fa, funziona, non serve inventarne altri. Alcuni ci hanno provato qui, ma con risultati scadentissimi. Quindi, cari designer dell'Unibz, basta cercare altri modi per rompere le noci.

giovedì 18 giugno 2009

viaggio nel design... il rubafacile

il viaggio nel design, questa straordinaria rubrica con la quale una persona piena di conoscenza ed amore del design (io) spiega perché le cagate mascherate da progetti di design che vedete realizzate dai designer dell'unibz siano davvero delle cagate, si arricchisce di un nuovo episodio. Questa volta tocca al "Rubafacile" di Robert Winny aiutato da ben 3 persone Tim Brauns, Frank Spenling e Thorsten Franck (ho omesso i secondi nomi per tutelarne l'anonimato, perché io non ho nessun diritto di scrivere su questo blog i nomi di gente che ha messo il proprio nome su internet). Ma andiamo a vedere nel dettaglio in cosa consiste il prodotto di queste 4 geniali menti che hanno lavorato e progettato per 6 mesi. In nero la descrizione tradotta dall'inglese, in verde i miei prosaici pensieri:

grazie al principio di rigirare l'interno all'esterno (e che principio è?), che è copiato da un cable-bin (copiato da un cosa?), il BOKX può essere chiuso bene per protegge la tua roba da sporco, acqua, collisioni ed ogni agente esterno (in pratica ciò che un semplice zaino fa da 300 anni). Grazie ad un connettore a baionetta centrale, entrambe le due mezze-corazze possono essere separate ed usate separatamente (tipo vassoio espositivo). Inoltre, un laccio integrato ti offre la possibilità di aggancialo in giro, fissarlo o indossarlo (ommioddio è un'idea geniale, ma chissà chi dei 4 l'ha avuta?! Mettere un laccio, un laccio capite un laccio, per agganciarlo da qualche parte, come ho fatto a non pensarci io?!)

è senza dubbio un prodotto geniale. Ma guardiamo meglio. Questo coso vuol fungere da protezione per oggetti tipo cellulare, Mp3 e cose del genere, nei luoghi in cui questi oggetti sono a rischio, quindi spiaggia, campeggio ecc. Bene, figo, deve proteggere. Ma perché un aggeggio che deve proteggere da acqua sabbia e polvere ha un buco su un fianco (immagine in alto, rossa) che permette ad acqua sabbia e polvere di entrare? Inoltre, da un oggetto del genere mi aspetto una buona robustezza, roba da poter lanciarlo per terra e tirarlo su intero. Questa robustezza è percepibile nei rendering, ma la foto del prodotto realizzato da tutt'altro l'idea di robustezza, sembra fatto di plastilina, la forma non è definita, il che da l'idea di sformarsi alla prima pressione. Oltretutto dentro è fatto plastica nuda, quindi voi ci mettete dentro cellulare fotocamera ed Mp3 e tramite il geniale laccio lo indossate, come dice la descrizione. Bene, dopo 100 metri di camminata con sto aggeggio appeso, dentro ci trovate una fotocamera che telefona, una macchina fotografica che riproduce la musica e un Mp3 che se va bene è solo rotto, perché dentro a quel coso non imbottito gli oggetti rimbalzano, si schiantano si graffiano e si uniscono in un'orgia di ammore pleonastico che termina con un orgasmo del vostro portafogli il quale deve esondare una consistente quantità di liquidità necessaria a ricomprare il tutto. Per non parlare del fatto che grazie a quel coso chiunque, ma proprio chiunque, in spiaggia o campeggio vede che cosa vi portate dietro, soprattutto grazie alla geniale idea di renderlo apribile (caro Winny Pooh... no, Robert Winny, se parti con l'idea di fare un prodotto che protegga da polvere e acqua non serve farlo apribile, perché così non protegge più, sai?). Quindi in pratica voi siete in spiaggia con quell'aggeggio, ci mettete dentro le chiavi della macchina, il cellulare la fotocamera e l'Mp3, ed andate a fare il bagno. Al vostro ritorno non lo trovate più, ma trovate un bigliettino del tizio che ve lo ha rubato con scritto qualcosa tipo: "Grazie per non avermi dato lo sbattimento di cercarti nello zaino per fregarti la roba, è stato carino da parte tua mettere tutto in un unico posto, firmato Il Ladro". Se invece di quel laccio avesse almeno un cavo antifurto lo si potrebbe attaccare da qualche parte, ma così è un invito al furto. A parte questo, da uno che vuole progettare un oggetto che protegge dalla polvere e dalla sabbia mi aspetto che questo oggetto sul perimetro abbia... delle guarnizioni! In alternativa al prodotto di Robert Winny, potete avere la stessa protezione con questo:


Lo scomparto segreto non so quanto sia segreto... ma almeno vi regalano 3 penne.